A Sassari torna il Clothes Sharing: lo scambio di abiti gratuito e solidale

Il Clothes Sharing è un successo: il ritorno dell’evento a Sassari.

A Sassari ormai è una vera e propria tradizione. In un contesto sociale sempre più segnato dal carovita, Sa Domo de Totus rilancia a Sassari il Clothes Sharing Estate – Tàtari, un’iniziativa che unisce solidarietà concreta, mutualismo ed economia circolare, trasformando un gesto semplice come lo scambio di abiti in una pratica comunitaria ormai affermata in città.

Il Clothes Sharing nasce dall’ascolto dei bisogni reali delle persone e si fonda su un principio essenziale: condividere ciò che si ha per rispondere insieme alle crescenti difficoltà economiche che toccano diverse compagini sociali. Non si tratta di beneficenza, ma di un modello alternativo che mette al centro cooperazione, riuso, educazione e dignità. Uno spazio aperto e inclusivo, dove chiunque può portare vestiti estivi in buone condizioni che non utilizza più e prendere gratuitamente ciò di cui ha desiderio.

L’appuntamento.

L’appuntamento è nei locali di Sa Domo de Totus, in via Frigaglia 14b a Sassari: il 3 giugno, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00, sarà dedicato alla raccolta degli abiti, mentre il 5 e 6 giugno, negli stessi orari, si svolgeranno le giornate di distribuzione e scambio.

L’iniziativa.

L’iniziativa – sottolineano gli organizzatori – si inserisce in una fase storica in cui le tensioni internazionali e i conflitti in corso stanno producendo effetti diretti sulle condizioni materiali delle famiglie sarde sempre più afflitte da rincari e nuova povertà. L’aumento delle spese legate all’economia di guerra pesa infatti sui bilanci domestici e contribuisce ad aggravare le disuguaglianze sociali.

Come sottolinea la presidente di Sa Domo de Totus, Vanna Cimino:
«La guerra e il riarmo sostenuti anche dal nostro governo costano fino a mille euro all’anno a famiglia. Questo è un dato concreto che incide sulla vita quotidiana delle persone. Il Clothes Sharing è il nostro modo pratico per dimostrare che un’alternativa è possibile: costruire solidarietà, riuso e comunità contro l’economia di guerra e contro un sistema che scarica i costi sulle classi popolari».

Il Clothes Sharing è anche una pratica di economia circolare che contrasta lo spreco e sensibilizza sulle conseguenze ambientali e sociali del fast fashion, promuovendo un modello fondato sulla sostenibilità e sulla responsabilità collettiva.

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