Il recupero della chiesetta di San Francesco a Sassari.
La facciata della storica chiesetta di San Francesco a Sassari sarà oggetto di un restauro grazie a una sottoscrizione pubblica e volontaria avviata per raccogliere i fondi necessari al ripristino del luogo di culto. L’annuncio del finanziamento collettivo è avvenuto ieri, 13 giugno, nell’agro cittadino durante una manifestazione incentrata sulla tutela ambientale, la valorizzazione territoriale e l’impegno sociale, che ha registrato un’ampia affluenza di pubblico. L’evento è stato sviluppato dal Dipartimento Agricoltura e Ambiente del Coordinamento provinciale di Sassari del Partito Sardo d’Azione, insieme alla sezione “Futuro e Indipendenza” e al comitato San Francesco.
L’apertura della giornata è stata contrassegnata dalla messa a dimora di una quercia, pianta scelta per rappresentare stabilità e persistenza nel tempo, individuata dagli organizzatori come un apporto tangibile alla salvaguardia della natura e come celebrazione per i 105 anni dalla fondazione del Partito Sardo d’Azione. All’atto simbolico hanno assistito il primo cittadino Giuseppe Mascia, il delegato del comparto agricolo e ambientale Tore Piana, il segretario sezionale Lello Masia, il presidente del comitato locale Giovanni Biosa, il coordinatore di zona Gavino Masia, il dirigente Stefano Ruggiu, oltre a vari esponenti, iscritti e sostenitori della compagine politica e a residenti della zona.
La mattinata ha dato spazio ai contributi dei presenti, tra cui Mascia, Ruggiu, Piana, Lello Masia, e Gavino Gaspa. I relatori hanno manifestato convergenza sugli scopi dell’iniziativa, formalizzando il proposito di diffondere l’azione di solidarietà e di stimolare la popolazione sulla necessità di tutelare le testimonianze storiche e culturali della zona. Nei discorsi è stato evidenziato come la protezione dell’ecosistema, la conservazione della memoria storica e il consolidamento del tessuto sociale costituiscano principi interconnessi, definendo l’impianto dell’albero e la colletta per l’edificio religioso come azioni rivolte al beneficio della collettività e dei posteri.
Il momento conclusivo dell’incontro si è svolto in un contesto di condivisione con un pranzo collettivo a base di pecora bollita, pietanza legata alla consuetudine pastorale e culinaria dell’isola. Nelle intenzioni dei promotori, la campagna di finanziamento punta a riscontrare l’adesione di una platea estesa di privati, realtà associative e attività produttive, per portare a compimento il recupero architettonico del manufatto sacro, ritenuto un elemento di rilievo per l’identità e la religiosità della cittadinanza.




