Il ritorno in classe e le speranze degli studenti dell’Ipia di Sassari

Gli studenti dell’Ipia di Sassari.

Primo giorno di scuola anche per gli studenti dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato di Sassari. Per molti un rientro, per altri un ingresso in una realtà che possono immaginare, ma che ancora non conoscono a fondo.

Uno sbocco nel mondo del lavoro.

“Mi piacciono le materie pratiche, per questo ho scelto di iscrivermi nel corso di meccatronica – esordisce Luigi Zara, studente di Florinas al primo anno -. Mi piace come scuola, sento che mi troverò bene. Ho trovato un bell’ambiente e conto di concentrarmi sugli studi“. L’obiettivo, come affermato dal 15enne, è quello di trovare uno sbocco nel mondo del lavoro. Magari come elettricista o meccanico.

La passione per i motori.

Gli fa eco Alessio Sechi, anche lui al primo anno di meccatronica: “Mi sono iscritto a questa scuola perché me ne hanno parlato bene. Mio fratello si è diplomato qui, in meccanica. E poi amo il mondo dei motori, dal motociclismo all’automobilismo. Sogno anche io di fare il meccanico e questo corso di studi certamente farà al caso mio“.

L’amore per la moda.

Molto più sicure, invece, le parole di Andrea Dettori, che sogna di emergere nel campo della moda. La studentessa, che frequenta il terzo anno, non ha dubbi. “Vabbè, diciamo che è l’unico corso femminile. Comunque mi trovo bene e con la classe ho legato tantissimo. Sia con i professori come con le compagne. Mi piace molto l’inglese, ma soprattutto le attività di laboratorio. Ho creato un pantalone, una gonna, un corpetto e tante altre cose di cui vado fiera. Non vedo l’ora di diplomarmi ed emergere nel mondo della moda”, afferma la la giovane.

L’importanza della socializzazione.

Un carattere decisamente socievole quello di Francesca Garau, Dedda per gli amici, compagna di classe di Andrea, che senza giri di parole arriva al dunque: “All’inizio ero intenzionata ad iscrivermi all’artistico, ma poi ho preferito il corso Moda dell’Ipia. Qui ho creato delle amicizie solide senza le quali non posso stare”. Dedda, che ha tenuto a precisare la provenienza da Santa Maria di Pisa, stamane ha voluto incontrare i nuovi compagni. In particolare i primini, andandoli a trovare in classe.

Il disegno come punto di partenza.

Bocciata in prima media, ha capito l’importanza dello studio con il passare del tempo. Così Cloe Cabizzosu, compagna di classe di Andrea e Dedda, racconta a modo suo cosa si aspetta dall’anno scolastico. “Sto attenta alle lezioni e ho buoni professori. Certo, sono molto vivace, però mi piace socializzare e riesco ad andare d’accordo con tutti. Focalizzerò la mia attenzione in inglese e nel disegno, dove mi dicono che sono brava. Perciò mi voglio diplomare e continuare gli studi, così da diventare una stilista magari per il mondo del ballo”.

Il sogno di una officina.

Molto più articolato, invece, il ragionamento di Simone Florenzano. Il giovane, al quinto anno del corso Trasporti, ha già una certa familiarità, in tutti i sensi, con il mondo dei motori. “Mi piace aggiustare le cose, lo faccio fin da piccolo. Mi interessa sia la teoria che la pratica, perché è importante conoscere tutto – afferma deciso -. Vorrei lavorare in un officina di moto, magari importante, e poi aprirne una magari con mio fratello, visto che anche lui si è diplomato qui. Stessa cosa che a suo tempo fece mio padre e che oggi faccio io”. Prossimo al compimento dei 18 anni, anche lui si trova ben inserito nel contesto scolastico, che sente come una famiglia: “In classe siamo tutti i maschi, ma non è questo l’importante. Spero che il diploma serva ad immettermi nel mondo del lavoro. E soprattutto che non ritorni la didattica a distanza. Un incubo”.

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