Porto Torres non dimentica Ana Cristina, due anni fa il femminicidio

ana cristina duarte

Il femminicidio di Ana Cristina Duarte a Pesaro.

Porto Torres non dimentica Ana Cristina Duarte, la donna uccisa due anni fa, il 7 settembre 2024, nella sua abitazione dal marito violento. La vicenda aveva lasciato un grande vuoto nella città turritana, dove la donna aveva vissuto con la sua famiglia per alcuni anni. Durante le indagini per il processo sul femminicidio, dove il marito, Ezio Di Levrano, la colpì con diverse coltellate davanti ai figli, è emerso che la 38enne subiva violenze anche durante gli anni nella città del Sassarese. Abusi che scoppiavano sempre a causa della gelosia dell’assassino verso la donna.

Verso l’uomo è stato chiesto l’ergastolo proprio a causa del persistente clima di vessazioni a cui sottoponeva la donna, che era arrivata in Italia diversi anni prima di conoscere l’assassino. Violenze anche davanti ai figli minori. Dopo la morte di Duarte a Porto Torres era nata una raccolta fondi per i figli della donna, rimasti orfani della mamma. Il paese si è stretto attorno alla famiglia e ai bambini che hanno visto perdere la loro madre in modo atroce e traumatico. Una vicenda che testimonia come i femminicidi siano purtroppo ancora troppo diffusi in Italia e troppo sottovalutati dalla società. Ana Cristina aveva, infatti, provato a chiedere aiuto, ma il codice rosso non era ancora scattato. Il femminicidio della 38enne aveva aperto il dibattito sulla lentezza della giustizia italiana per i casi di violenza domestica.

Ancora oggi in Italia avvengono decine di femminicidi ogni anno. Nonostante il reato autonomo di femminicidio, le donne continuano a essere uccise prevalentemente tra le mura domestiche. L’Italia conta già quasi 60 donne uccise sopratutto da famigliari. Circa 26 donne sono state vittima di femminicidio, ovvero a causa di un movente di possesso, gelosia e violenza domestica. Anche in Sardegna il fenomeno continua a manifestarsi ogni anno. A luglio 2026 un uomo nel Cagliaritano ha ucciso moglie e fratello perché sospettava che la donna, Michela Rubiu, lo stesse tradendo. Il picco più alto di femminicidi in Sardegna è stato registrato nel 2024, con otto casi, mentre in Italia il numero delle donne uccise aveva cominciato a mostrare una lieve flessione. Il caso di Ana Cristina Duarte, avvenuto proprio nel 2024, conferma la gravità di una tragedia che continua a far discutere sulla necessità di interventi di prevenzione più tempestivi ed efficaci.

L'autore

Giornalista freelance, da anni racconto il territorio della provincia di Sassari, occupandomi di cronaca e attualità locale. Conosco molto bene il Nord Sardegna e questo mi consente di trasformare i fatti in notizie, con l'obiettivo di offrire un'informazione trasparente e vicina ai lettori.

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