Protesta all’Aou di Sassari: due giorni di sciopero e vertenza ad oltranza

sanità sciopero

La protesta dei dipendenti dell’Aou Sassari.

È esplosa la protesta dei dipendenti dell’AOU di Sassari, che tra ieri e oggi hanno incrociato le braccia per due giornate consecutive di sciopero che hanno visto uniti il personale del Comparto e della Dirigenza medica. Al centro della mobilitazione ci sono la grave carenza di organico, il sovraffollamento dei reparti con l’uso sistematico di barelle, il degrado delle strutture dell’ospedale e il blocco dei pagamenti di istituti contrattuali e premi di produttività che si trascinano da anni.

La protesta arriva dopo mesi di vertenza e senza risposte concrete alle criticità denunciate. La decisione era stata confermata nel corso dell’assemblea generale, convocata dai sindacati e dalla RSU nell’Aula Magna “Barbieri” dell’Università degli Studi di Sassari, nell’area della Facoltà di Agraria. L’assemblea, molto partecipata, è stata l’occasione per fare il punto sulla vertenza e definire insieme le iniziative di protesta.

I sindacati denunciano organici insufficienti e carichi di lavoro eccessivi incidono sulla sicurezza e sulla qualità delle cure e aggravano le condizioni di lavoro di chi, ogni giorno, garantisce l’assistenza. La vertenza riguarda quindi i diritti del personale, ma anche la tenuta dell’AOU di Sassari, ospedale di riferimento per tutto il Nord Sardegna e per un bacino che va oltre. L’8 ottobre le lavoratrici e i lavoratori hanno portato la protesta a Cagliari, manifestando davanti al Palazzo del Consiglio regionale. La delegazione sindacale è stata ricevuta dalla Sesta Commissione consiliare, presieduta dall’onorevole Carla Fundoni. Nel corso dell’incontro, le organizzazioni hanno ribadito che, dopo la grande mobilitazione del 29 maggio e mesi di confronto, non sono sino ad ora arrivati dalla politica regionale e locale segnali di sensibilità a riguardo o risposte capaci di produrre un cambio di passo dalla Presidente della Giunta, Alessandra Todde, assente agli incontri.

I sindacati dichiarano che l’onorevole Fundoni si è impegnata a convocare per mercoledì 21 in Sesta Commissione la Direzione dell’AOU e il Collegio dei revisori dei conti. Quest’ultimo non ha ancora sciolto la riserva sul riconoscimento degli istituti contrattuali dovuti alle lavoratrici e ai lavoratori. La convocazione dovrà consentire di affrontare queste questioni e individuare soluzioni concrete. Quasi in contemporanea un’altra delegazione delle OOSS ha avuto un 1 parallelo incontro con il capo di Gabinetto della presidente dottor Ferreli Medici SASSARI che ha garantito l’ulteriore impegno della regione con il MEF coordinato con le OOSS, inoltre l’immediata partenza di due lettere, una politica a firma della presidente, un’altra tecnica a firma del dg dell’assessorato di sollecito al MEF.

La protesta di oggi.

La mobilitazione è proseguita oggi 9 ottobre a Sassari, davanti alla Direzione dell’AOU in viale San Pietro 10. Alla manifestazione hanno partecipato lavoratrici e lavoratori del Comparto e della Dirigenza, le rappresentanze sindacali e il sindaco di Sassari, MASCIA. Il sindaco ha espresso il proprio impegno affinché la vertenza, che si trascina da anni, venga risolta nel più breve tempo possibile. Una delegazione sindacale, insieme al sindaco, è stata ricevuta dalla Direzione aziendale. Il sindaco ha in tale sede manifestato la volontà di scrivere al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Ministero della Salute per sollecitare una soluzione, dichiarandosi disponibile a partecipare insieme ai sindacati a una manifestazione a Roma davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze qualora non dovessero ottenersi le risposte sperate. Le due giornate di sciopero hanno portato la vertenza davanti alle istituzioni regionali e alla Direzione aziendale. Ora servono atti e risposte che affrontino sia l’emergenza organizzativa e assistenziale sia le questioni economiche e contrattuali rimaste aperte. In assenza di riscontri concreti, le lavoratrici e i lavoratori valuteranno con le organizzazioni sindacali le ulteriori iniziative di mobilitazione e minacciano le dimissioni di massa. Lo sciopero non nasce dalla volontà di fermare la sanità, ma dalla necessità di impedire che continui a fermarsi giorno dopo giorno per la carenza di personale, la disorganizzazione e il mancato riconoscimento dei diritti.

L'autore

Collaboro con Sassari Oggi da tanti anni, dove mi occupo principalmente di cronaca locale. Amo la nostra Sardegna e in particolare la natura, dove cerco di rifugiarmi appena posso.

Condividi l'articolo