Nuovo avvistamento di delfini nel canyon di Castelsardo
Delfini comuni ancora nel Canyon di Castelsardo: confermata una delle aree più importanti del Santuario Pelagos per questa specie. Il monitoraggio realizzato da SEA ME Sardinia APS documenta un nuovo branco di circa 50-60 delfini comuni, una delle specie più minacciate del Mar Mediterraneo. A distanza di un anno dagli eccezionali risultati ottenuti con il progetto “I cetacei del Canyon di Castelsardo”, una nuova spedizione scientifica ha confermato la presenza del delfino comune (Delphinus delphis) nella porzione meridionale del Santuario Pelagos.
Il monitoraggio, effettuato il 15 luglio 2026 dall’associazione SEA ME Sardinia APS, nell’ambito delle attività realizzate grazie all’utilizzo delle economie residue del progetto finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e promosso dal Comune di Castelsardo, ha documentato un ulteriore branco composto da circa 50-60 individui, osservato nel Canyon di Castelsardo. L’avvistamento rappresenta un risultato di particolare rilevanza scientifica perché conferma, per il secondo anno consecutivo, la presenza della specie in quest’area del Mediterraneo. Nel corso del progetto realizzato nel 2025 erano infatti già stati osservati tre gruppi di delfini comuni, per un totale di oltre 150 individui, comprese femmine con piccoli e neonati, una presenza inattesa che aveva profondamente modificato le conoscenze disponibili sulla distribuzione della specie nell’area”.
Il canyon di Castelsardo, habitat importante per i delfini
“La nuova osservazione rafforza ulteriormente l’ipotesi che il Canyon di Castelsardo rappresenti un habitat di notevole importanza per questa specie, classificata In Pericolo (Endangered – EN) nella Lista Rossa della IUCN per il Mediterraneo. Nel corso dell’avvistamento è stato possibile documentare numerosi comportamenti naturali della specie, tra cui spettacolari salti fuori dall’acqua, episodi di socializzazione, comportamenti riproduttivi, rapide accelerazioni del branco e il caratteristico bow-riding, ovvero la navigazione sull’onda di prua delle imbarcazioni”.
“La spedizione ha inoltre prodotto un’importante documentazione scientifica costituita da 1.716 immagini e numerose riprese video, che saranno utilizzate per proseguire le attività di fotoidentificazione degli individui e approfondire lo studio della popolazione presente nell’area. L’analisi preliminare delle immagini ha evidenziato inoltre la presenza di diversi individui con lesioni cutanee e marcature permanenti compatibili con pregresse interazioni con attività di pesca, un aspetto che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti scientifici”.
Luca Bittau, SeaMe Sardinia
“La conferma della presenza del delfino comune a distanza di un anno rappresenta probabilmente il risultato scientifico più importante ottenuto nell’ambito del progetto” — spiega Luca Bittau, naturalista Dottore di Ricerca e Presidente di SEA ME Sardinia APS. “Fino al 2025 non esistevano dati che documentassero una presenza così significativa della specie in questa parte del Santuario Pelagos. Oggi disponiamo di evidenze che suggeriscono come il Canyon di Castelsardo possa rappresentare un’area di elevato valore ecologico per il delfino comune e che meritano di essere approfondite attraverso ulteriori attività di ricerca.”
“Nei mesi scorsi, grazie all’elaborazione delle fotografie raccolte nel progetto originario, SEA ME Sardinia APS ha inoltre identificato 86 individui nel primo avvistamento del 2025 e 92 individui nel secondo, documentando anche numerose coppie madre-piccolo e madre-neonato. Tra i due avvistamenti sono stati documentati 31 esemplari in comune. Si tratta dei primi passi verso la costruzione di un database dedicato al delfino comune nella porzione meridionale del Santuario Pelagos. I risultati ottenuti sanciscono di fatto la chiusura del progetto partito nel 2025 e confermano l’importanza di proseguire il monitoraggio scientifico dell’area, con l’obiettivo di comprendere meglio la distribuzione della specie, il suo utilizzo dell’habitat e le possibili interazioni con le attività umane, contribuendo così alla conservazione di uno dei cetacei più minacciati del Mediterraneo”.
“Il Santuario Pelagos istituito nel 1999 da Italia, Francia e Principato di Monaco, tutela 87.000 km² di Mediterraneo, tra cui il Golfo dell’Asinara e le Bocche di Bonifacio – ambiente particolarmente sensibile per la biodiversità marina del Santuario e di tutto il Mediterraneo e per l’esposizione ai rischi conseguenti il traffico nautico che attraversa lo stretto e la pesca intensiva.
Maria Lucia Tirotto, sindaca di Castelsardo
“Essere parte attiva del Santuario Pelagos rappresenta per Castelsardo – ha dichiarato il sindaco di Castelsardo, Maria Lucia Tirotto – un’importante opportunità per valorizzare il nostro straordinario patrimonio naturale e far conoscere a un pubblico sempre più ampio la ricchezza di biodiversità dei nostri mari. I risultati ottenuti da questo progetto confermano il valore del Canyon di Castelsardo. Rafforzano il nostro impegno nella tutela e nella promozione di quest’area di eccezionale interesse ambientale”.
“Il Santuario Pelagos è l’unico santuario internazionale al mondo dedicato alla tutela dei mammiferi marini – ha spiegato l’assessore all’Ambiente del Comune di Castelsardo, Christian Speziga -, rappresenta un’area di fondamentale importanza per la conservazione dei cetacei del Mediterraneo. Grazie al progetto promosso dal Comune di Castelsardo, in collaborazione con il Comune di Sorso e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, sono stati raccolti dati scientifici di grande valore sulla presenza del delfino comune nel Canyon di Castelsardo e di altre specie di cetacei. Proprio in questi giorni stiamo partecipando a un nuovo bando del MASE con l’obiettivo di proseguire e ampliare questo percorso di ricerca, consolidando le conoscenze acquisite e rafforzando il ruolo del nostro territorio nella conservazione della biodiversità marina”.




