Dopo la scarcerazione, il 54enne altoatesino continuerà a vivere in Sardegna
Florian Egger è tornato in libertà dopo aver scontato la pena per l’omicidio del carabiniere Candeloro Zamperini, ucciso durante una rapina in Alto Adige nel 1997. Il 54enne, conosciuto come il “Rambo di Lauregno”, non tornerà nella sua terra d’origine e continuerà a vivere nel Sassarese, dove negli ultimi anni ha lavorato come contadino all’interno di una comunità.
Dalla rapina all’omicidio
Il 12 giugno 1997 Egger aveva rapinato una filiale della Cassa di Risparmio a Merano. Durante la fuga venne affrontato da Candeloro Zamperini, appuntato dei carabinieri fuori servizio. Nella colluttazione partì un colpo di pistola che uccise il militare. Egger passò un mese e mezzo da latitante prima di essere catturato a Limone sul Garda. Condannato inizialmente a 33 anni di reclusione, nell’aprile 2009 evase dal carcere di Padova durante un permesso premio. Nei mesi successivi commise altre due rapine in Val di Non, fino al nuovo arresto avvenuto a Ostia nel novembre dello stesso anno.
La nuova vita nel Sassarese
Dopo il trasferimento nel carcere di Alghero, Egger ha trascorso gli ultimi anni in Sardegna, dove aveva ottenuto l’affidamento in prova presso una comunità del Sassarese. Qui ha lavorato la terra, avviando un percorso che, secondo quanto raccontato nel gennaio 2025 dal quotidiano Alto Adige, era stato caratterizzato da una condotta regolare e dall’impegno nello studio. Ora che è libero, ha scelto di restare nell’Isola e continuare a lavorare la terra, senza fare ritorno nel Nordest.
La medaglia d’oro e il furto in casa della vedova
Candeloro Zamperini per il suo intervento ricevette nel 1998 la medaglia d’oro al valore militare alla memoria dal presidente della Repubblica Scalfaro. queste le motivazioni ufficiali. “Libero dal servizio ed in abito civile, occasionalmente presente all’interno di agenzia di credito oggetto di rapina a mano armata da parte di un malvivente, con ammirevole coraggio e cosciente sprezzo del pericolo, benché disarmato, non esitava a porsi al suo inseguimento mentre tentava di dileguarsi per le vie cittadine. Raggiunto il rapinatore, lo affrontava con fredda determinazione ingaggiando con lo stesso violenta colluttazione finché, si accasciava esanime al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere, spinto fino all’estremo sacrificio”.
Nel 2011 alcuni ladri avevano messo a segno una serie di colpi nel Nordest e avevano svaligiato la casa della vedova rubando anche la medaglia doro di Zamperini. I malviventi erano poi finiti in carcere a Vicenza.




