Il saluto all’Università, l’inno della corale, l’omaggio a Cossiga e Segni in cimitero: il racconto della giornata del presidente Mattarella a Sassari

La giornata del presidente Mattarella a Sassari.

E’ arrivato intorno alle 10 di stamane, all’aeroporto di Alghero, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un viaggio, quello da Roma alla Sardegna, per omaggiare la figura di Francesco Cossiga, a 10 anni dalla sua scomparsa. Ad attenderlo a Sassari, fuori dal piazzale dell’Università, c’erano le massime autorità istituzionali. Pochi, invece, i cittadini. Complice il maltempo che nelle scorse ore ha funestato la città.

Il primo saluto, fuori dall’ateneo, è stato rivolto al presidente della Regione, Christian Solinas. Seguito a breve distanza dal sindaco di Sassari, Nanni Campus, il prefetto Maria Luisa D’Alessandro e, infine, l’amministratore straordinario della Provincia, Pietrino Fois.

All’ingresso nell’Università il Capo dello Stato, accompagnato dal rettore, Massimo Carpinelli, ha rivolto un saluto alla corale che, per omaggiarlo, ha intonato l’inno nazionale. Poi, arrivato nell’aula magna, ha ricordato gli ex presidenti nativi di Sassari. Discorso anticipato dai messaggi del sindaco Campus e del governatore Solinas.

Il presidente Mattarella a Sassari: il discorso per ricordare Francesco Cossiga.

“Ricordare Francesco Cossiga nell’Università che lo vide studente e poi brillantissimo e apprezzato docente è un omaggio alle sue radici, umane e intellettuali, e allo spessore con cui si è reso protagonista della vita politica e istituzionale del nostro Paese nell’arco di mezzo secolo – ha esordito Mattarella -. Al tempo stesso è un tributo a questo Ateneo, che vive il suo quinto secolo, e lo vive bene, verso il futuro, il solo tra gli atenei d’Italia ad aver avuto nel proprio corpo docente due presidenti della Repubblica, Francesco Cossiga e Antonio Segni, che è stato, come abbiamo ascoltato e come sapevamo, Magnifico Rettore di questo Ateneo“.

Il presidente, dopo aver omaggiato i suoi predecessori, ha ricordato come l’Università abbia avuto tra i suoi docenti ben 3 presidenti della Corte Costituzionale e un Premio Nobel. All’uscita, il Capo dello Stato ha ricevuto la tiepida accoglienza di poche decine di persone. Ingente il dispiegamento di uomini e mezzi. Soprattutto della polizia di Stato, che hanno reso impeccabile una visita destinata ad entrare nella storia.

Pochi minuti dopo, accompagnato dall’arcivescovo monsignor Gianfranco Saba, il presidente Mattarella ha rivolto una preghiera e deposto 2 corone di fiori nelle tombe di Cossiga e Segni. Infine il volo, dall’aeroporto di Alghero verso Roma, che lo ha riportato al Quirinale.

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