Il 48enne arrestato per la sparatoria a San Donato, a Sassari.
Il tribunale di Sassari ha condannato a due anni di reclusione un 48enne di origine senegalese per una sparatoria avvenuta a San Donato. Come riferito in un articolo dell’Unione Sarda, la pm Maria Paola Asara ha modificato l’impostazione iniziale escludendo il reato di tentato omicidio. Ha invece ritenuto del tutto provate le altre contestazioni mosse all’imputato, che andavano dalla ricettazione al porto di munizioni, fino al porto clandestino di una pistola con la matricola cancellata.
La vicenda.
La vicenda risale all’autunno del 2023, quando l’uomo fu accusato di aver sparato contro la casa di un cittadino nigeriano in via San Donato. L’accaduto suscitò un forte allarme sociale nella comunità locale, soprattutto perché gli spari vennero avvertiti a brevissima distanza da una scuola dell’infanzia del centro storico, portando all’arresto immediato del responsabile. L’uomo era stato inseguito da un carabiniere, bloccandolo mentre cercava di nascondere l’arma, la quale conteneva ancora proiettili. Il nigeriano fu arrestato e finì a processo per tentato omicidio. Accusa poi caduta.
Il processo.
Durante il processo a Sassari la pm ha evidenziato la pericolosità sociale del gesto e i rischi corsi dai passanti, richiamando i precedenti per spaccio e lesioni dell’imputato e la sua successiva evasione dai domiciliari. Ha inoltre giudicato inverosimile la versione fornita dall’uomo, che sosteneva di aver trovato la pistola dentro un vaso di fiori, sollecitando per questo una condanna a sei anni di reclusione insieme all’espulsione dall’Italia.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Onorato, ha invece chiesto l’assoluzione sottolineando la totale mancanza di accertamenti scientifici diretti. Il legale ha anche contestato il legame certo tra i proiettili rinvenuti sul posto e l’arma sequestrata. Prima della camera di consiglio, l’imputato ha rilasciato dichiarazioni spontanee per proclamarsi innocente.




