Un anno dopo la legge sull’obesità, i farmaci GLP-1 entrano nelle linee guida per cuore e reni: il commento di Serenis Nutrizione

A cura di Manuel Szathvary, direttore sanitario di Serenis Nutrizione

A dodici mesi dalla legge che ha riconosciuto l’obesità come malattia cronica, anche i cardiologi e i nefrologi europei ne tirano le conseguenze: la semaglutide entra nelle prime linee guida congiunte su cuore e reni.

Il 3 ottobre 2025 l’Italia ha fatto da apripista: la Legge n. 149/2025 ha riconosciuto per prima al mondo l’obesità come patologia cronica, recidivante e progressiva. Oggi quella scelta ha effetti anche in ambito clinico. Alla fine di agosto 2026 la Società Europea di Cardiologia (ESC) e l’Associazione Renale Europea (ERA) hanno diffuso, sull’European Heart Journal, le prime linee guida congiunte sulle malattie cardiovascolari e sulla malattia renale cronica, e a fine settembre il congresso europeo sul diabete (EASD) di Milano ha portato dati nuovi sui farmaci GLP-1, come la semaglutide.

Il messaggio è che il peso non è solo un numero: è un fattore di rischio per tutto l’organismo. Una malattia cronica richiede una presa in carico nel tempo, in cui l’alimentazione ha un ruolo accanto al medico che decide la cura. È la logica di percorsi di gestione del peso come quello di Serenis Nutrizione, dove gli esiti variano da persona a persona e dipendono dalle condizioni individuali.

Cosa cambia per cuore e reni

La prima novità riguarda la diagnosi. Dopo ogni nuova diagnosi di malattia cardiovascolare va valutata anche la funzione dei reni, con un esame del sangue (velocità di filtrazione glomerulare) e uno delle urine (rapporto albumina/creatinina). Per l’ESC, circa 100 milioni di europei hanno una malattia renale cronica, e questo alza il rischio per il cuore.

Quanto ai farmaci, la semaglutide è raccomandata insieme al finerenone in chi ha diabete di tipo 2, malattia renale cronica e albuminuria, per limitare il rischio cardiovascolare e rallentare il danno ai reni. Viene valutata positivamente anche in chi ha malattia renale cronica, obesità e scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata: un cuore che si contrae normalmente ma è rigido e fatica a riempirsi.

I numeri degli studi FLOW, SELECT e SMART

Nello studio FLOW, 3.533 partecipanti con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica hanno assunto 1 mg di semaglutide a settimana: i casi di grave peggioramento renale sono calati del 24% e ictus, infarto non fatali e morte cardiovascolare del 18%. Nello studio SELECT, su oltre 17.600 persone senza diabete ma con malattia cardiovascolare e sovrappeso od obesità, la dose da 2,4 mg ha ridotto del 20% gli eventi cardiovascolari maggiori; guardando ai reni, un’analisi successiva ha trovato un -22% di esiti negativi, con meno casi di grave perdita di albumina.

Lo studio SMART, su pazienti con sovrappeso od obesità e malattia renale cronica ma senza diabete, ha visto l’albuminuria scendere del 52% in 24 settimane. Promettente, ma servono studi più lunghi prima di tradurlo in indicazioni definitive. All’EASD si è discusso anche della versione orale (studio OASIS 4): a 25 mg, in 64 settimane, la perdita di peso media è stata del 13,6%, e del 16,6% tra chi ha seguito la cura alla lettera.

Pancreas: nessun rischio in più, per ora

Lo studio NN9535-4447, costruito sui registri sanitari di Norvegia, Svezia e Danimarca, indica che nelle persone con diabete di tipo 2 la semaglutide non aumenta il rischio di tumore al pancreas rispetto all’inizio di altre terapie antidiabetiche. La dott.ssa Roberta Zelaschi, specialista in scienza dell’alimentazione di Serenis Nutrizione, raccomanda cautela perché i dati sono osservazionali e preliminari, ma ricorda che chi è in cura non deve cambiare o fermare il farmaco senza il medico e non ha bisogno di controlli come amilasi e lipasi, se non compaiono dolore addominale intenso, ittero, vomito o febbre.

I muscoli: l’altra faccia del dimagrimento

Nell’analisi dello studio STEP 1 la densitometria ha misurato la composizione corporea di 140 pazienti. A 68 settimane, con un calo di peso medio del 15%, la massa grassa è scesa del 19,3% e il grasso viscerale del 27,4%, ma la massa magra del 9,7%: circa il 40% dei chili persi. Per la dott.ssa Zelaschi vanno monitorati composizione corporea e forza fisica, con proteine ben distribuite e allenamento di forza, soprattutto negli anziani e nei sedentari.

Dopo lo stop alla cura

Nell’estensione di STEP 1, a un anno dalla fine della semaglutide i pazienti avevano ripreso 11,6 punti percentuali di peso e perso buona parte dei miglioramenti su glicemia e pressione. Ma insieme al farmaco era terminato anche il programma di supporto allo stile di vita. Lo studio di Jensen e colleghi (eClinicalMedicine) e la revisione di Ross Middleton, Patidar e Perri (Obesity Reviews) indicano che esercizio supervisionato e assistenza prolungata aiutano a non riprendere peso. Per questo l’interruzione va concordata con il medico, con segnali d’allarme chiari: peso che risale, fame intensa, parametri metabolici che peggiorano.

Conclusione

Se l’obesità è una malattia cronica, ricorda la dott.ssa Zelaschi, fermare il farmaco non è la fine della cura. Le priorità nutrizionali indicate da molte società scientifiche chiedono un follow-up continuo, prima, durante e dopo la terapia con i GLP-1. Il supporto nutrizionale e comportamentale non è un “di più”: è uno dei pilastri del percorso.

Direttore sanitario: dottor Manuel Szathvary. Ordine dei medici chirurghi di Padova, n. 11336.

Fonti

  • Damman K., Herrington W. et al. 2026 ESC Guidelines for the management of cardiovascular disease and chronic kidney disease, in collaboration with the European Renal Association (ERA). European Heart Journal, 2026. DOI: 10.1093/eurheartj/ehag098
  • European Society of Cardiology. New ESC Guidelines recommend all patients with heart disease are tested for kidney disease. Comunicato stampa, 28 agosto 2026
  • Perkovic V. et al. Effects of Semaglutide on Chronic Kidney Disease Outcomes in Patients with Type 2 Diabetes (FLOW). New England Journal of Medicine, 2024
  • Lincoff A.M. et al. Semaglutide and Cardiovascular Outcomes in Obesity without Diabetes (SELECT). New England Journal of Medicine, 2023
  • Colhoun H.M. et al. Long-term kidney outcomes of semaglutide in obesity and cardiovascular disease in the SELECT trial. Nature Medicine, 2024
  • Wharton S. et al. Oral Semaglutide at a Dose of 25 mg in Adults with Overweight or Obesity (OASIS 4). New England Journal of Medicine, 2025;393(11):1077-1087. DOI: 10.1056/NEJMoa2500969
  • Wang Y. et al. Association between obesity and kidney disease: a systematic review and meta-analysis. Kidney International, 2008;73(1):19-33. DOI: 10.1038/sj.ki.5002586
  • Kosiborod M.N. et al. Semaglutide in Patients with Heart Failure with Preserved Ejection Fraction and Obesity (STEP-HFpEF). New England Journal of Medicine, 2023. DOI: 10.1056/NEJMoa2306963
  • Apperloo E.M. et al. Semaglutide in patients with overweight or obesity and chronic kidney disease without diabetes: a randomized double-blind placebo-controlled clinical trial (SMART). Nature Medicine, 2024. DOI: 10.1038/s41591-024-03327-6
  • Studio NN9535-4447, Epidemiological assessment of the risk for pancreatic cancer associated with the use of semaglutide in patients with type 2 diabetes, a cohort study based on Nordic registry data (EU PAS 37258, NCT04572165), presentato all’EASD 2026 di Milano
  • Wilding J.P.H. et al. Impact of semaglutide on body composition in adults with overweight or obesity: exploratory analysis of the STEP 1 study. Journal of the Endocrine Society, 2021 (abstract ENDO 2021)
  • Wilding J.P.H. et al. Weight regain and cardiometabolic effects after withdrawal of semaglutide: the STEP 1 trial extension. Diabetes, Obesity and Metabolism, 2022;24(8). DOI: 10.1111/dom.14725
  • Jensen S.B.K. et al. Healthy weight loss maintenance with exercise, GLP-1 receptor agonist, or both combined followed by one year without treatment: a post-treatment analysis of a randomised placebo-controlled trial. eClinicalMedicine, 2024;69:102475
  • Ross Middleton K.M., Patidar S.M., Perri M.G. The impact of extended care on the long-term maintenance of weight loss: a systematic review and meta-analysis. Obesity Reviews, 2012;13(6):509-517. DOI: 10.1111/j.1467-789X.2011.00972.x
  • Mozaffarian D. et al. Nutritional priorities to support GLP-1 therapy for obesity: a joint Advisory. American Journal of Clinical Nutrition, 2025;122(1):344-367. DOI: 10.1016/j.ajcnut.2025.04.023
  • Legge 3 ottobre 2025, n. 149, Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità
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