Sabato 10 e domenica 11 a Ozieri torna Monumenti Aperti
Saranno 17 i monumenti visitabili a Ozieri per la due giorni di questa trentesima edizione di Monumenti Aperti. “Scolaresche di ogni ordine e grado, volontarie del Moica (movimento italiano donne attive in famiglia e società), volontari della Società di Santo Stefano e dell’Università della Terza Età, oltre ad alcune cittadine private, rendono possibile anche quest’anno la partecipazione di Ozieri a Monumenti Aperti: nella sua ottava edizione sarà possibile visitare 17 monumenti per una scoperta – o riscoperta – della storia, dell’arte e delle tradizioni del centro logudorese”.
I monumenti di Ozieri
“Sulla Strada Provinciale 67 sarà visitabile la Chiesa di Sant’Antioco di Bisarcio, uno dei migliori esempi del romanico pisano della Sardegna, particolarmente interessante per la singolarità delle architetture e la ricca decorazione a rilievo del XII secolo. Nella frazione San Nicola alcune volontarie con i ragazzi di San Nicola proporranno al pubblico il Nuraghe Sa Mandria ‘e sa Jua, complesso archeologico costituito dal nuraghe e dal circostante villaggio di capanne circolari e rettangolari che fu frequentato ininterrottamente fino al Medioevo”.
“Lungo la statale 132, in località Su Redu, sarà svelata la storia di uno dei più antichi edifici religiosi di Ozieri: la Chiesa della Madonna di Loreto, costruita intorno al 1470 per iniziativa del beato Bernardino da Feltre e del frate Giacomo Del Rio. L’edificio presenta una sobria facciata rinascimentale, impreziosita dal portale con cornice modanata, da un oculo centrale e da antichi stemmi scolpiti che ricordano il Ducato del Monte Acuto e le famiglie feudali che governarono il territorio”.
Museo dell’Arte Molitoria
“Sarà visitabile anche quest’anno il Museo dell’Arte Molitoria. Si tratta del primo museo dell’arte molitoria e della panificazione in Sardegna e conserva un’ampia selezione di strumenti per la macinazione del grano: dalle antiche macine nuragiche alla mola asinaria romana, in uso fino ai primi del ‘900. A cura degli alunni della sede del Cantaro sono le visite alla Chiesa di San Sebastiano, nell’omonima piazza, costruita nel 1653 grazie alle offerte degli abitanti di Ozieri, come atto di ringraziamento al santo per aver liberato la città dalla peste del 1652. La chiesa era storicamente legata ai lavoratori agricoli, soprannominati “piedi neri”. L’altare ospita una statua di San Sebastiano circondata da un affresco moderno, dipinto nel 1979, che rappresenta simbolicamente i nemici e gli amici della Chiesa”.
L’omaggio ad Aligi Sassu
“Non poteva mancare l’omaggio del maestro Aligi Sassu alla sua città d’origine: sarà infatti possibile scoprire Prometeo, nei Giardini di San Gavino, l’opera realizzata negli anni ’70 inizialmente come pittura murale e per lungo tempo la più grande della Sardegna. Il progressivo deterioramento causato dagli agenti atmosferici rese necessario un importante intervento di recupero che, nel 1998, trasformò l’affresco in un mosaico, realizzato da artigiani specializzati indicati dallo stesso artista, preservandone il valore e la forza espressiva.
Ispirata al grande muralismo messicano, sia nell’impianto compositivo sia nel forte messaggio civile e sociale, l’opera rappresenta un unicum nel panorama artistico isolano. Piazza Baden Powell ospita dal 2003 il Civico Museo Archeologico “Alle Clarisse”, nell’ex convento delle Clarisse, edificio settecentesco situato nel cuore del centro storico. Il museo ospita una ricca collezione archeologica proveniente dal territorio ozierese, articolata in quattro sezioni principali più altri ambienti che ospitano mostre temporanee”.
Museo del Cavallo
“Particolarmente curioso è il Museo del Cavallo, in piazza Duchessa Borgia, nato dalla volontà di fare di Ozieri, vista la sua tradizione, il luogo per la custodia della memoria di quella fase del percorso storico-culturale della “civiltà del cavallo”. Il percorso espositivo è costituito da due sezioni: una storica con documenti, stemmi e lastre fotografiche degli stalloni, e una collezione artistica di manifesti, dipinti e statue dedicate al cavallo, tra cui il centauro di Francesco Ciusa. Le volontarie del Moica spiegheranno al pubblico quanto crudo e intenso fosse il passato nelle Carceri Borgia (vicolo B piazza Duchessa Borgia). Un tempo parte integrante del Castello di Corte, inglobato nel ‘600 nel Palazzo Borgia, le carceri furono completate nel 1769. La cella di rigore, quella femminile e le celle maschili raccontano le storie di chi vi fu rinchiuso, mentre sulle pareti si notano piccole aperture utilizzate per passare il cibo ai detenuti”.
Fontana Grixoni, simbolo di Ozieri
“Uno dei simboli della città è la Fontana Grixoni, in via Vittorio Emanuele III, fatta costruire nel 1594 dal governatore Giovanni di Castelvì nel punto in cui sgorgava un’antica sorgente. La fontana, dotata di otto bocche, fu progettata con un ingegnoso sistema di ugelli e valvole collegato a una cisterna posta dietro la facciata. Dal piccolo torrino situato nel giardino retrostante, è possibile accedere, tramite una scala a pioli, a un tunnel lungo circa venti metri che conduce fino alla sorgente sotterranea, incastonata nella roccia calcarea”.
“Nella piazza principale di Ozieri sarà visitabile il Museo Diocesano di Arte Sacra, nell’edificio che appartenne un tempo alla nobile famiglia dei Borgia, duchi di Gandía. Il percorso espositivo si sviluppa in otto sale, organizzate secondo un itinerario storico, liturgico e devozionale, che guida il visitatore attraverso quasi mille anni di arte, fede e cultura documentale. Tra le opere di maggiore rilievo spiccano due capolavori del pittore cinquecentesco noto come il Maestro di Ozieri: il retablo di Nostra Signora di Loreto e il Discendimento dalla croce”.
Teatro De Candia
“Fra i principali simboli della vita culturale di Ozieri e del Logudoro vi è il Teatro De Candia, in via Roma 36: inaugurato nel 1927 e dedicato al celebre tenore sardo Mario De Candia, fu realizzato per offrire alla città uno spazio dedicato alla musica, al teatro e agli eventi pubblici. La sala, progettata con particolare attenzione all’acustica e alla scenografia, era considerata tra le più eleganti del Nord Sardegna. Oggi, pur non essendo più in attività, conserva intatto il suo valore storico e architettonico e rappresenta una significativa testimonianza dell’identità culturale della città”.
“Le alunne e gli alunni delle scuole medie Grazia Deledda e Tula condurranno i visitatori alla scoperta dell’Archivio del Centro di Letteratura Sarda in via Amsicora, che raccoglie, conserva e valorizza la produzione letteraria in lingua sarda. Gestito dall’Associazione Culturale “Premio Ozieri di Letteratura Sarda”, il Centro rende accessibili al pubblico i testi e i documenti custoditi negli archivi del Premio, offrendo un prezioso punto di riferimento per studiosi, appassionati e studenti. Fondato nel 1956, il Premio Ozieri rappresenta la più longeva e attiva iniziativa a favore della promozione e della diffusione della letteratura sarda”.
Chiesa e chiostro di San Francesco
“In occasione di Monumenti Aperti sarà possibile visitare anche Chiesa e Chiostro di San Francesco, nella piazza omonima. Il complesso conventuale affonda le sue radici nella seconda metà del XVI secolo, quando i Frati Minori Osservanti lasciarono la chiesa di Loreto per costruire una nuova sede nella periferia di Ozieri. La costruzione del convento si protrasse per quasi due secoli, mentre la chiesa venne consacrata già nel 1575. L’interno custodisce uno straordinario altare ligneo policromo, dipinto in verde e oro zecchino: uno dei più grandi e pregevoli della Sardegna”.
“Nel vicolo San Michele sarà invece visitabile la Grotta San Michele e Grotta Mara, uno dei siti archeologici più significativi della Sardegna. Modellata nel corso dei millenni dall’azione erosiva dell’acqua sulle rocce calcaree, ha restituito preziose testimonianze che ne attestano l’uso come luogo di culto e di sepoltura già durante il Neolitico: tra i ritrovamenti più emblematici spicca una pisside, un elegante vaso con decorazioni a corna di toro e di ariete, e una stella a sei punte incisa alla base, divenuto il simbolo stesso di questa cultura”.
Fuori dal centro
“Sulla Statale 128 bis sarà possibile conoscere la storia e la devozione degli ozieresi alla Chiesa di Santo Stefano di Vigne, una suggestiva chiesetta campestre situata nei pressi di Villa Pietri, nelle campagne di Ozieri: recentemente restaurata e riaperta al culto dalla Diocesi di Ozieri, rappresenta un luogo di grande interesse storico e devozionale immerso nella natura. Infine,
Sabato 10 e domencia 11 ottobre torna Monumenti aperti a Ozieri, in località Binza de Melas, una storica residenza nobiliare appartenuta alla famiglia Tola, una delle casate più illustri della Sardegna, documentata fin dal XV secolo e protagonista della vita politica, militare e culturale dell’Isola”.
“In occasione di Monumenti Aperti sarà visitabile insieme alla sua suggestiva cappella privata. Di fronte alla residenza si estende la storica vigna Tola-Mannu, dove è stato recuperato l’antico vitigno autoctono Alvarega, oggi riconosciuto nel Registro nazionale delle varietà di vite”.




