Sarebbero state respinte le richieste di Rfi, la Corte conferma la titolarità regionale del compendio.
Il Comune di Porto Torres annuncia una nuova vittoria nella causa sulle aree de “La Piccola“, il compendio di circa due ettari davanti al porto commerciale. Secondo quanto comunicato dall’amministrazione il 9 ottobre, la Corte d’Appello di Cagliari avrebbe confermato la decisione di primo grado nella controversia con Rete Ferroviaria Italiana. Riconoscendo la titolarità delle aree alla Regione Sardegna. Stando alla ricostruzione fornita dal Comune, i giudici hanno respinto l’appello di Rfi, che chiedeva la riconsegna dei terreni e la condanna dell’ente al pagamento di circa 1 milione e 171mila euro, a titolo di risarcimento, indennizzo o compensazione per l’occupazione delle aree. La vicenda giudiziaria, avviata nel 2020, riguarda una parte importante del fronte portuale cittadino.
L’articolo 14 dello Statuto sardo al centro della controversia.
Il Comune si era costituito in giudizio contestando il diritto di Rfi a ottenere la restituzione del compendio. E aveva chiamato in causa la Regione Sardegna. La difesa aveva richiamato l’articolo 14 dello Statuto speciale della Sardegna, che disciplina il patrimonio regionale e il trasferimento di determinati beni statali.
Secondo la comunicazione dell’amministrazione, la Corte d’Appello ha condiviso questa impostazione. Il principio giuridico riportato dal Comune prevede che i beni destinati a servizi pubblici rimasti di competenza statale conservino quella destinazione finché permane il collegamento con il servizio. Quando un atto di dismissione interrompe tale rapporto, il bene viene trasferito al patrimonio regionale, secondo un meccanismo automatico che il Comune attribuisce alla decisione della Corte d’Appello di Cagliari. Nel procedimento il Comune è stato rappresentato dall’avvocato Fabrizio Bionda, mentre la Regione Sardegna si è avvalsa degli avvocati Andrea Secchi e Angela Serra.
Due ettari davanti al porto commerciale.
La decisione riguarda un compendio che comprende la stazione marittima, il Museo del Porto, il parcheggio e i giardini de “La Piccola” e i capannoni rossi di via Azuni. Si tratta di spazi direttamente collegati al porto e al centro urbano, sui quali l’amministrazione punta per futuri interventi di riqualificazione. Uno dei vecchi capannoni era già stato interessato da un progetto comunale. A luglio la Giunta aveva approvato un percorso di riqualificazione che prevede la demolizione di un fabbricato in condizioni strutturali critiche e la realizzazione di un piazzale con parcheggi. All’epoca il contenzioso era ancora aperto e, secondo quanto riportato nella precedente ricostruzione della vicenda, il Tribunale di Sassari aveva riconosciuto al Comune la disponibilità degli spazi necessaria per procedere con gli interventi.
Cosa può cambiare ora a Porto Torres.
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, la Corte d’Appello avrebbe confermato la titolarità della Regione Sardegna e respinto le pretese avanzate da Rfi contro il Comune di Porto Torres. Il passaggio successivo sarà definire tra Comune e Regione il futuro concreto dell’area, concordando le modalità di cessione o utilizzo degli immobili e degli spazi presenti nel compendio. L’amministrazione punta a riorganizzare la viabilità del retroporto, aumentare i parcheggi a servizio del centro e dello scalo, recuperare gli immobili oggi sottoutilizzati e rafforzare il collegamento tra il porto e la città. Il sindaco Massimo Mulas ha definito il pronunciamento “una sentenza storica”, sottolineando le opportunità che potrebbero aprirsi per la rigenerazione dell’intera zona.




