Decine di aggressioni a donne a Sassari.
Una serie di presunte aggressioni a ragazze sta terrorizzando la città di Sassari in queste ore. Diverse donne hanno denunciato alle forze dell’ordine e raccontato sui social di un giovane mascherato che avrebbe puntato ragazze tra la notte di sabato e le prime ore di lunedì. Diversi racconti hanno fornito anche la descrizione del giovane, che avrebbe agito con volto mascherato e aggredito con diverse armi le vittime, indicativamente tra le 23 e le 2 del mattino.
Le vittime hanno trovato la forza di raccontare tutto sui social network. In particolare c’è il racconto della madre di una ragazza che riferisce che il giovane, con maschera e cappellino, avrebbe provato a rapire la figlia o a farle qualcosa di male sotto minaccia. La donna descrive il giovane come di nazionalità italiana. Il post è diventato virale in pochi minuti e seguito da commenti di altre sassaresi che raccontano di essere state aggredite dal ragazzo.
”È successo anche a me e una mia amica esattamente ieri sera, lo stesso ragazzo e stessa dinamica – racconta una residente -. Solo che a noi è successo in via La Marmora, alle 11. Ci ha preso gli unici contanti di cui eravamo in possesso, ovvero 15 euro. Non parlava bene l’italiano e aveva il volto coperto dalla mascherina nera e cappellino con visiera nero, vestito tutto scuro e ci minacciava appunto, però a noi con una bottiglia di vetro”. ”Io e la mia amica siamo state aggredite e derubate penso dalla stessa persona, penso fosse tunisino, ci ha minacciato con una bottiglia e ci diceva di stare zitte e dopo averci derubato voleva che lo seguissimo in qualche vicolo! Abbiamo denunciato oggi”, è il racconto di un’altra presunta vittima riferito ieri, 8 settembre.
Le denunce sarebbero circa 6 a Sassari e tutte hanno elementi comuni: aggressioni presumibilmente a scopo di rapina. Il modus operandi emerso dai racconti delle vittime descrive scene di forte tensione psicologica. L’uomo agirebbe approfittando dell’oscurità e dell’assenza di passanti per avvicinarsi a giovani sole o in piccolo gruppo, minacciandole per farsi consegnare denaro, telefoni o oggetti personali. Per imporre il proprio controllo, l’aggressore si serve di armi improprie o da taglio: bottiglie di vetro spezzate, coltelli e persino quella che molte descrivono come una pistola, probabilmente un modello giocattolo privo del tappo rosso. Sul caso stanno indagando le forze dell’ordine.
Un arresto.
Intanto è stato arrestato in via Tavolara un 18enne algerino per aver minacciato con un grosso coltello il controllore di un autobus. Soltanto 24 ore prima il giovane era stato denunciato in viale Trento per il tentato scasso di alcune auto e trovato in possesso di quattro coltelli. Nonostante il sequestro, l’indomani si era già procurato una nuova arma. Il giudice Sara Pelicci ha convalidato l’arresto per minacce e resistenza a pubblico ufficiale, applicando l’obbligo di dimora con coprifuoco notturno. L’avvocato del giovane, Sergio Porcu, ha precisato di non essere a conoscenza di un eventuale legame con i fatti. ”Ho appreso solo dalla stampa di queste aggressioni”, ha detto il legale dichiarando l’estraneità del suo assistito ed eventuali collegamenti con lui. Saranno quindi solo i successivi riscontri investigativi a stabilire se le vicende siano collegate o meno.




