Emilia Romagna, i volontari della Misericordia di Sassari tra gli alluvionati

I volontari della Misericordia tra gli alluvionati dell’Emilia Romagna.

Durante la settimana dal 22 al 30 maggio, un gruppo di volontari della Misericordia Sassari si è recato nella città di Forlì, in Emilia Romagna, per prestare assistenza dopo l’alluvione che ha causato morte e devastazione. Il gruppo era composto da 5 persone, tra cui il presidente regionale Giovanni Mura, e 14 volontari provenienti da Villanova Monteleone, Alghero e Cagliari, con un’età compresa tra i 20 e i 57 anni.

“Una parte della città sembrava normale, ma all’interno nelle zone colpite la scena era surreale – commenta Mura -. Ho coordinato la colonna mobile nazionale avendo già esperienza in altre situazioni disastrose come ad esempio il terremoto di Amatrice. A Sassari abbiamo costituito una squadra per lo smaltimento dei materiali. Dopo l’alluvione tutto è stato gettato in strada ed era urgente provvedere alla rimozione. Qualora si fosse ripresentata una situazione simile le conseguenze sarebbero state molto più gravi”.

La Misericordia di Sassari ha gestito l’opera di scavo con l’impiego di tre Bobcat e una pala cingolata. La popolazione, molto provata, ha attraversato momenti di tensione e di gioia. L’intervento degli psicologi è stato fondamentale. Nel frattempo, gli stabilimenti balneari in Emilia Roma sono già pronti, mentre sono stati risolti, in buona parte, i problemi a Forlì e Cesena. Conselice è stato invaso dall’acqua e gli abitanti sono stati evacuati, mentre Faenza ha subito problemi e distruzioni alle strade secondarie, alle strade di campagna e alle strade di montagna, essendo ubicata su una piana alluvionale. Nonostante sia stata costruita bene, spesso alcune abitazioni si trovavano vicino ai fiumi.

“Ogni giorno siamo rimasti a contatto con il Coc, Centro operativo comunale, e la Protezione civile nazionale per capire se ci fossero problemi. Con il passare dei giorni siamo riusciti a creare un legame fortissimo con la popolazione emiliana – racconta ancora il presidente regionale della Misericordia -. I mezzi di terra sono stati messi a disposizione gratuitamente da una ditta locale e questo la dice lunga sulla catena di solidarietà che si è venuta a creare”.

Durante la fase emergenziale, è stato cruciale, oltre l’intervento della Misericordia di Sassari, il coinvolgimento dell’esercito, dei vigili del fuoco, della Croce Rossa Italiana e dell’Anpas. “La formazione della Misericordia di Sassari è continua. Proprio nei giorni scorsi abbiamo tenuto un corso di movimento terra – conclude Mura -. I ragazzi continuano a formarsi per partecipare ad eventuali missioni. Questo ci impegna tempo e finanze, ma ne vale la pena. Come in quest’ultimo caso. Un’esperienza formativa e toccante. Al di là delle soddisfazioni personali, dopo Amatrice questa è stata una delle esperienze più toccanti della mia vita”.

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